Rientro

Non vi era cliente, nemmeno il più cinico, che non uscisse scosso da quello spettacolo. Un locale come altri, lungo lo stesso viale della cittadella del sesso. Ma in esso si esibiva Crystal, la formidabile, irraggiungibile Crystal.

Condivisi il tuo destino, forzandolo,
comandandolo lungo i binari del mio disprezzo.
Per ogni tuo ‘mamma’, il mio ‘finisci’.

Dopo essersi spogliata, spesso assai velocemente, finiva a terra a gambe spalancate dando vita a una pratica masturbatoria infinita e disperata, come se allargando le labbra intendesse risucchiarvi, facendo il vuoto, tutto il cosmo e l’origine stessa delle cose.

Sputasti nel mondo la mia testa senza
che carezza ne accomodasse pieghe e tremori.
Per ogni tuo ‘vieni qui’ io ora vengo e lucido
gli occhi a questi vigliacchi, gli stessi che tirarono
a sorte la nostra esistenza.

Avvinceva gli sguardi come una medusa furente e mai appagata, un mostro da cui cresceva un altro mostro, lo spettro di qualcosa accaduto in un lontano passato e di cui tutti gli uomini erano testimoni inconsapevoli, complici di un peccato mai commesso, se non nella fantasia della dea. Qualcuno si scoprì a piangere e nell’assaggiare le lacrime le seppe di sesso.

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