Porte

Sapete, esistono delle porte segrete ma bisogna saperle cercare, ancor prima che trovare. C’è infatti da aver bisogno di quelle porte, un bisogno quasi metafisico, di cui non si può avvertire nemmeno la stretta al petto se non in quelle rare occasioni in cui il fiato ferma la sua corsa.
Quel che non si può nemmeno lontanamente immaginare, tuttavia, è il loro attenderci nei luoghi più impervi, non tanto perché nascosti ma perché impensabili, privi di alcuna attrattiva. Sono riservati ai bimbi e a pochi rinati. Il loro segreto muore nel saper parlare alle cose. Nell’accender parole ove regna l’inanimato.

Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti

Giorni

Ed ecco, io ve lo confesso, i giorni sono passati. Mi verrebbe da dire: tutti uguali. Ma non è vero. Perché non ne ricordo l’avvicendarsi, non saprei dire quando è salito a respirare l’ultimo scoglio. Così, posso soltanto dirvi che sono passati, che un treno con tanti vagoni ha battuto le traverse delle rotaie. Non aveva partenza, né arrivo. Ci fate mai caso, vero, che i convogli passano e basta? E che non portano niente, perché niente ci è dato vedervi.

I convogli ferroviari, specie nelle notti, sono cumuli di tempo che viaggiano senza testimoni.

Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Una volta

Io penso che sia stata la sua prima volta. Da che lo conobbi non lo avevo mai visto così perduto nel ricordo, arrivando al punto di escludermi dalla presenza. Era come se parlasse da solo.
Iniziò a narrarmi di un crinale, lungo un pomeriggio di inizio estate, in compagnia di una ragazza. La loro prima escursione insieme, la volta che lui le confidò qual era la sua vera essenza. Dopo essere saliti abbastanza in alto, si riposarono stesi a terra, lasciando che il sole bagnasse il loro amore. Poi un pensiero salì alla coscienza ed egli si tirò a sedere: ebbe paura che il tempo potesse scivolare via come una furia, nonostante lei gli accarezzasse il viso dicendogli che era tutto a posto, che sarebbero rientrati sani e salvi. Ripresero il cammino, senza interruzioni, senza tregua, guardando la palla infuocata che scendeva velocemente verso l’orizzonte di montagne.
Oh, quale terribile pena provai ascoltandolo raccontare! Mi è impossibile dirvi il vibrare della sua voce sull’orlo di un pianto che non avrebbe mai concesso al cosmo, nemmeno di fronte al plotone di esecuzione della sua terribile e misteriosa vicenda personale. Alla fine non riuscii a trattenermi e gli chiesi, vincendo l’imbarazzo del mio angolo, “vi salvaste?”.

Sì.
Ma la salvezza, amico mio, giunge a compimento solo una volta.
Sempre, continuamente, irrimediabilmente,
una volta.

Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti

Tu

La pioggia di quel pomeriggio era iniziata alcuni giorni prima e sembrava destinata a durare settimane. Questo, almeno, era ciò che andavo dicendomi mentre mi gingillavo all’idea di tutti quei semini, lì fuori, intenti a raccogliere ciò che ancora non erano dentro di sé.
Alla finestra, uno dei miei gatti immaginari.

E poi, la rivelazione: tu.

Dare del tu a ogni più inafferrabile bellezza, per svelarne il fondo freddo, impersonale, tremendo. La bellezza degli occhi del mio gatto, assenti di fronte alla pioggia.

Me l’ero davvero immaginato, quel gatto? O era la pioggia a sognare entrambi, scrittore e felino, parole e silenzi?
Lei non mi amava. E così, smisi di darmi del tu.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Abbraccio

Le giornate lasciavano il proprio posto, l’una sotto l’altra.
Si trattava del fatto che la magnolia, tanto per dirne una, conservava intatti i propri fiori
tra le gocce spioventi e i sobbalzi del vento.

Siamo come sospesi sul palmo di un ritmo, mi disse un giorno mia zia.
Ebbi notizia di un abbraccio, tempo dopo.
Avvolgente, senza requie. Fino alla soglia del sonno.

Le giornate lasciavano il proprio posto, ma si impegnavano a tornare.
Per non lasciare al futuro l’esclusiva del bello.

Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti

Per Alice

Ogni volta che torna la stagione delle foglie mi sovviene un pensiero: i giorni del concepimento ebbero questo colore, questo scricchiolio maestoso, che sento nell’aria, ancor prima che a terra.
Sarebbe cambiato tutto, di lì a qualche mese. Tutto era già cambiato, in me, ancor prima che la stagione del rossore giungesse a compimento.
DSC_0530_00001.jpg

Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti

Il nomignolo

Sapevano dirgli che scriveva in modo affascinante e talvolta incomprensibile, che faceva belle foto, che aveva una voce irraggiungibile e avvolgente, un tocco speciale o la capacità di ascoltare.
 
Ebbene, sia detto con rispetto, ma di tutto ciò io credo se ne servisse per non sprofondare nell’inconsistenza e – insieme – che non gliene potesse fregare di meno.
 
Perché?
Forse perché oltre non vi è che un bilico: senza soglia né orizzonte.
 
Il nomignolo di un bimbo mai nato.
Pubblicato in Uncategorized | 1 commento