Archivi del mese: novembre 2012

Dita

Alle dita consegnai l’alibi che faticosamente andavo costruendo, e perdendo, e rischiando. Alle dita acconsentii di esserci, mentre perdevo forma. Annunci

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Di ritorno

Arrestai la bicicletta scorgendo mio padre in lontananza. Un attimo dopo giaceva a terra, nient’altro che un giocattolo insulso. Avevo trovato di meglio, sbucciandomi entrambe le ginocchia prima di potergli salire in braccio.

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Lamette

Abbassai la cornetta, ma senza poggiarla sul ricevitore. Lo mantenni a mezz’aria mentre consideravo il da farsi: spazzare ogni indugio o attendere che fosse lei ad avvicinarsi. Non era la prima volta che minacciava la serenità del nostro equibrio, così … Continua a leggere

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La fabbrica dei preti

Non era ancora accaduto, non fino a quel giorno, che io vedessi mia madre e le mie sorelle per ciò che erano: donne. Fuor di stranezza, ringraziai un prete per essere giunto a quella rivelazione. Da quel momento, dal modo con il … Continua a leggere

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Buone maniere

Estrasse qualcosa, che riparò subito dalla pioggia battente. Strinsi gli occhi cercando un guizzo, un indizio, magari un sintomo, ma non riconobbi nulla. L’uomo che avevo osservato per buona parte del primo pomeriggio se ne stava lì impalato, sotto allo scroscio d’acqua, intento a … Continua a leggere

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Bosco d’autunno

Il bosco, d’autunno, assomiglia ad un vecchio signore che guarda con il cipiglio di anni fattisi sprezzo. Eppure non è impossibile scorgere la piega del labbro, sotto ai baffi folti; è vano nascondere il sorriso, nell’ascoltare il canto di un fanciullo. … Continua a leggere

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