Archivi del mese: gennaio 2013

Equivocare, ammaliare

La mia passata grandezza si fonda su di un equivoco: anch’essa poggia su resti gloriosi, i quali a loro volta si issano su macerie e fango. L’infanzia, come un megafono rivolto verso il centro della terra, agita di tanto in … Continua a leggere

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Ero uno di loro

Ero uno di loro, un tempo. Conoscevo i destini del mondo, ma li tenevo per me. Camminare per le strade e sapere ogni cosa, a dispetto di tutti, mi procurava gioia e disperazione. Poi mi è accaduto di voler guarire, … Continua a leggere

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Uccidere, infine, per salvare

Uccidere, infine, per salvare Auschwitz è l’inferno dove milioni di esseri umani furono martiri innocenti di una mostruosa impresa, messa in atto per rendere gli uomini sempre più inferiori, per farli sentire deietti, senza valore, al fine di abbassare sistematicamente … Continua a leggere

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Complici

Aveva piantato radici, nel mezzo del reparto. Medici e infermieri le passavano a fianco, fingendo di non vederla, scostando appena il passo. Per i pazienti, invece, la grande pianta rappresentava la sola speranza tangibile, al termine della loro sofferenza. Una notte, … Continua a leggere

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Sconvenienze

Mio padre non è morto. Sopravvissuto all’ultima epidemia, continua ad importunare i conoscenti aggirandosi tra domande e sconvenienze: “quanto tempo credi che gli resti?” Sono solito alzare appena le spalle, senza il coraggio necessario a dir loro che ci seppellirà … Continua a leggere

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Incontentabile

Tentenna, la moneta incontro al proprio calcolo. A malapena sopporta di esser parte e gioco, senza virtù. Non contiene altro dal proprio rifiuto.

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Sotto

Continuo a scavare, quasi per inerzia. Il terreno, infine, mi respinge. Mi lascia adagiato, in preda ai ricordi. Quelli che credevo sotterrati, aleggiano: fantasmi concubini. Il dubbio che sotto non sia rimasto nulla.

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