Me ne sono andata

“Me ne sono andata”, ripeteva la voce al telefono.
E infine: non tornerà mai più.

Mi ero imbattuto nella piccola laguna interna ascoltando il vocale registrato, come un tempo si sarebbe fatto con le segreterie dei vecchi telefoni a filo. Ti immaginavo mentre rifiutavi di voltare il viso. Una sospensione che faceva il paio con le divagazioni sul viaggio dei morti, o di coloro di cui non si conosce più il destino. Sullo specchio d’acqua sostavano, numerosissimi e striduli, dei gabbiani. Chissà quale motivo mi faceva credere che il loro verso sarebbe aumentato con il passare delle ore, fino a divenire intollerabile.

“Me ne sono andata”.
Anche io.

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Una risposta a Me ne sono andata

  1. poetella ha detto:

    Ben tornato! Finalmante qualcosa di buono da leggere… 😊

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