Abbraccio

Le giornate lasciavano il proprio posto, l’una sotto l’altra.
Si trattava del fatto che la magnolia, tanto per dirne una, conservava intatti i propri fiori
tra le gocce spioventi e i sobbalzi del vento.

Siamo come sospesi sul palmo di un ritmo, mi disse un giorno mia zia.
Ebbi notizia di un abbraccio, tempo dopo.
Avvolgente, senza requie. Fino alla soglia del sonno.

Le giornate lasciavano il proprio posto, ma si impegnavano a tornare.
Per non lasciare al futuro l’esclusiva del bello.

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2 risposte a Abbraccio

  1. tramedipensieri ha detto:

    Che tenera dolcezza….

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