Poeti

Trovo una richiesta di amicizia su FB, da un profilo che ha un nome proprio e come cognome ‘Poeti’.
Prima di accoglierlo, saluto e chiedo a cosa devo la richiesta.
Mi risponde in presa diretta, affermando che si interessa di poesia e di scrittura e che sta cercando di contattare tutti i poeti e gli scrittori. Già sorrido a quel ‘tutti’. Scorro il profilo e scorgo un’ammucchiata pervasiva di post assolutamente autoreferenziali, ossia riferiti all’attività di questa specie di “casa editrice” virtuale che ha il compito di far conoscere poeti e poetesse al maggior numero di persone, contattando, beninteso, tutto e tutti.
Come è giunto al mio nome? chiedo… nella speranza, vana, che la mia poesia sia stata incontrata.
Non lo ricordo, la risposta, credo un passaparola. Appunto, è tutto un passaparola, qui. Niente di più.
Poi un “ci interessiamo da 45 anni di poeti e artisti”… parole già lette, purtroppo, e ho già capito chi c’è dietro questa ennesima prova di marketing delle belle speranze (di poeti e scrittori).
Decido di essere cattivo, come si deve: “Ritengo che queste adunate servano a poco. Di certo non servono alla poesia”.
E il profilo che replica, “non sono adunate”.
Affondo, senza pietà: “Sono ammucchiate. O meglio: è un ammucchiare”.

A questo punto la conversazione prende inevitabilmente una piega comica.
Il profilo afferma che non lo si fa per fare soldi, anzi. Ci rimettono pure.

Insisto, novello tribuno: “La poesia è dura ricerca. E vive di sottili intese. Le grandi adunate le lasciamo ai populisti di cui è infestata questa epoca”.

Ed ecco, la perla finale: “in 45 anni è la prima volta che leggo che il nostro lavoro è paragonabile alle ammucchiate”.

Ha atteso 45 anni, per sentirselo dire.

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Una risposta a Poeti

  1. Antonio Tomarchio ha detto:

    Poeti e scrittori, per alcuni, sono solo dei fessi a cui estorcere denaro. Ricevo quotidianamente proposte di pubblicazione o di altri servizi editoriali, più o meno costosi, da gente che apprezza le mie “doti” di scrittore. Per non parlare dei concorsi di poesia che richiedono iscrizione a pagamento. C’ho fatto ormai l’abitudine e cestino regolarmente. Chi crede nelle mie doti non deve chiedermi soldi, deve darmeli.

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