Allo specchio

Rideva, senza aprire bocca.
Mai gli era accaduto di dirsi ventriloquo.
Solitamente, attorcigliava l’anima altrui con quel trucchetto.
Ora era solamente un misero gancio da contemplare.

Avrebbe dovuto ascoltarlo, quel giorno in cui lo ammoniva sulla follia delle immagini.
Era un invito a fermarsi in tempo, prima del baratro.

Un dolore sordo e meschino gli dette una pacca sulla spalla.
Lui non si voltò. Non ne aveva bisogno. Conosceva il colpevole.
Sapeva pure che non ci sarebbe stato giudizio. Nulla di niente.
Soltanto l’antefatto della morte, quando si ha ben chiaro che ciò che ha trovato compimento è perduto. Sulla soglia, la porta si sarebbe lentamente richiusa.
E il corridoio lo avrebbe atteso, quieto, come tutti gli altri demoni.

Con la vita, si fa i conti una volta sola.
Poi, è tutto inutile.

E la prossima volta, il fuoco.

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2 risposte a Allo specchio

  1. Musa ha detto:

    “la prossima volta è una voragine..”
    dovrò chiedere scusa se mi intrometto così nei versi altrui, ma mentre leggo è la seconda volta che involontariamente mi anticipo un qualcosa che non c’è. Non molto lineare, forse. Versi molto belli.
    Apiediscalzi

  2. Musa ha detto:

    L’ha ribloggato su A piedi scalzie ha commentato:
    Ho scritto qualcosa sullo specchio..

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