Carogne

Riflettendo sui brividi che la vita mi ha offerto, negli ultimi anni, trovo singolare che l’unica circostanza degna di nota siano gli incontri con le carogne o carcasse di animali violentemente colpiti dalla furia inconsapevole della nostra fretta. (O della loro scarsa attenzione alle strisce pedonali, fate un po’ voi. Ammesso e non concesso che gli umani prestino uguale attenzione, alle suddette strisce, almeno in presenza di sconosciuti).
Sono incontri per modo di dire, perché in verità si tratta di avvistamenti a una distanza che varia dai duecento ai cento metri, giusto il tempo di prepararsi allo spettacolo, che lasciano alla fine solo il tempo di un balenare d’interiora e rosso sangue, insieme a capi sparpagliati o pietosamente ricomposti o ancora spazzati opportunamente sul ciglio della strada.
Ed è allora che il brivido viene a trovarmi, al posto del segno della croce che da tempo immemorabile non pratico, nemmeno recitando.

Ho pensato che sarebbe il caso, ogni qual volta mi accadono di questi avvistamenti, sopraffatti da un brivido che scarica a terra la frustrazione con cui la giornata si conduce innanzi, di prendere nota in qualche modo di quanto vi accada (o non accada) intorno, nell’impossibilità di fermarsi e prestare almeno qualche minuto di pietas a quei poveri resti.

Una soluzione all’enigma di questi momenti venne da una circostanza assai curiosa: di ritorno da una gita a Venezia, in autobus durante una fermata, la mia attenzione fu catturata da una prostituta preserale, seduta sul ciglio del marciapiede. Le si vedeva il sesso, offerto a chi – come me – guardasse da una certa distanza. Ed ecco, il brivido. Implacabile.

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22 risposte a Carogne

  1. parolesenzasuono ha detto:

    sì, anche carcasse umane, sì
    o quando accadono gli incidenti e si raduna una piccola folla ad assistere

    particolare

  2. solounoscoglio ha detto:

    effettivamente ci sarà stato qualcosa di morto anche in quella donna. chi potrebbe mai mantenere viva la propria fiducia facendo quella vita?

  3. nascerenomadi ha detto:

    Molto crudo questo pezzo e altrettanto intenso

  4. labloggastorie ha detto:

    A volte si può essere carogna senza diventare cadavere…
    Bel post!

  5. tramedipensieri ha detto:

    …carogne lo si diventa…chi a piedi, chi in auto, chi seduto…
    Badiamo a loro prima.
    Prima che lo diventino, chissà…

  6. Marinella Rauso ha detto:

    non riesco a capire il perché quella donna ti ha offerto la soluzione di un enigma. eppure o letto e riletto attentamente. e poi quale enigma?
    la nostra indifferenza verso scene che riteniamo di ordinaria disattenzione?
    purtroppo ammetto che non ci avevo mai pensato

    • allorizzonte ha detto:

      Marinella, l’enigma nomina in altro modo un mistero e con riferimento al brano qui sopra il mistero è quello di un tempo in cui si manifesta un brivido: un tempo misterioso, appunto, in cui la normalità viene meno e qualcosa di innominabile si affaccia alla coscienza.
      La “soluzione” dell’enigma è l’accadere di una risposta, di un altro avvenimento capace di aprire l’orizzonte, mettendo in relazione aspetti della realtà che non avrei mai detto vicini. In questo senso, la soluzione altro non è che lo sciogliersi di un nodo, davvero troppo stretto, di quelli che impediscono di deglutire.
      Spero di averti risposto, ma al limite ci scriviamo via email. 🙂

  7. Perla Smarrita ha detto:

    Forse è proprio la rarefazione dei brividi, come li chiami tu (ho letto la spiegazione nel commento precedente) e come li ho interpretati io, che sta “disumanizzando” l’umanità.

  8. Emanuela de Leva Vacca ha detto:

    hai mai pensato ad una possibile diversa natura dei due brividi?

  9. Emanuela de Leva Vacca ha detto:

    ti piace molto essere criptico.. 🙂

  10. Emanuela de Leva Vacca ha detto:

    giusto 🙂

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