Lo scroscio dell’estate

Una fanciulla era scivolata leggera al mio fianco, sopra un divanetto, coprendosi le labbra con un gesto rapido. Rise.
Ed io non ho mai saputo nulla di quel riso. Nemmeno se avessi mille anni a disposizione saprei più cosa si nasconde nel rovesciarsi di una nuca, nel tamburellare impaziente delle dita sul cornicione dell’attesa.

Ride. Mi hanno scoperto. Correrò a perdifiato fino alle estremità della terra, per non finire di fuggire. Per dare in pasto all’estate il suo ultimo respiro.

Lo scroscio dell’estate sovrasta la vita incipiente dei fili d’erba.

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Una risposta a Lo scroscio dell’estate

  1. solounoscoglio ha detto:

    timidezza?

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