Ombre sull’acqua

2_ombremareChiesi ai compagni di non fermarsi e di lasciarmi in pace. La fama di quel passaggio di mare corre di bocca in bocca per ogni contrada e fin da fanciullo ne avevo accolto l’eco intimorito e fremente di sfida.
Avevo immaginato ogni possibile soluzione all’enigma dell’aggressione senza volto, la violenza più pura che uomo o donna possano incontrare sulla faccia della terra.
Ne uscivo invariabilmente vittorioso.

Quando venne la mia ora lo appresi dal vento, che cadde senza fiato.
Rimasi, forse per la prima volta, in ascolto del cuore.
In alto, il sole pareva adorare il mio ticchettìo.
Capii d’un tratto che mai più avrei vissuto.

Il mare tornò a incresparsi e sotto ogni onda, un’ombra.
Il cielo fu solcato da piccole nuvole e sotto ogni nuvola, un’ombra tra ombre.
Ed io, che l’ombra avevo perduto, a domandarmi se erano voci o gesti o intenzioni, quelle che scorgevo tutto intorno a me.

(Si ringrazia, per l’immagine, Pannonica thejazzbaroness.wordpress.com)

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6 risposte a Ombre sull’acqua

  1. solounoscoglio ha detto:

    incantata. grazie per l’emozione.

  2. Momenti di incanto che stringono il cuore. Momenti in cui ci si sente vivere con una intensità dolorosa. Così ho percepito le tue ombre.

  3. Il mare è un mio punto debole, anche increspato così.
    Complimenti sinceri.

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