Andirivieni

Quando il maestro di teatro, al termine della prima lezione, ci diede i compiti per casa rimasi dapprima perplesso, mi sentii poi afflitto per provare infine un senso di autentica vergogna.
L’esercizio da svolgere giorno dopo giorno consisteva nel prestare attenzione, nel corso di un quotidiano percorso a piedi, a tutte le cose che normalmente giungono appena alla soglia della coscienza, a causa dell’abitudine. Un cammino che doveva essere sufficientemente lungo per poter avere un senso e servire da ginnastica per lo spirito.
Ebbene, la mia quotidianità non prevedeva alcun percorso a piedi di questo tipo, se si escludevano il tragitto che dall’auto mi portava fino all’ingresso della scuola materna di mia figlia e la rampa di scale che dall’ufficio mi accompagna alla macchina del caffé.

Avevo consapevolezza di questa disgraziata condizione di minorità, ma il non poter esercitarmi a partire da essa mi fece sentire un verme, un subumano della peggiore specie. E cominciai a chiedermi che senso avesse il quotidiano andirivieni in automobile, se non quello di togliermi ogni giorno un pezzetto di salute.

In particolare, cominciai a concepire un progetto che prendesse spunto proprio dalla peculiarità di quel nome: andirivieni, così vicino ad uno scioglilingua, senza esserlo. Così scomodo, soprattutto a causa di ciò che sottende. Un cammino di riscatto, laddove sembra che il paesaggio scivoli sotto l’indifferenza dei pneumatici.

Perché la poesia si nutre di sfide.

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18 risposte a Andirivieni

  1. poetella ha detto:

    fa come me!
    Se puoi,ovviamente!
    55 minuti di cammino tutti i giorni, verso scuola. I 55 minuti migliori della mattinata!
    Poesia pura!

  2. solounoscoglio ha detto:

    io corro con la mente, a briglia sciolta. la tengo sempre allenata, percorro avanti ed indietro la mia vita e quella degli altri. talvolta anche a passo lento. di sicuro non la faccio riposare mai. certe volte sono molto stanca a pensare sempre, ma mi fa sentire viva.

  3. bakanek0 ha detto:

    Anche la vita si nutre di sfide. Contenta di trovarti 🙂

  4. lilasmile ha detto:

    Io quoto la passeggiata serale estiva che è una mano santa ma comunque sforzati un po’
    Oh che bell’andirivieni nel tuo blog 🙂

  5. Grazia Bruschi ha detto:

    sei fortunato, il tragitto più lungo che faccio consiste in una rampa di scale che dalla soglia di casa mi portano al box. quello dal parcheggio all’ufficio è più breve. la vera passeggiata settimanale è quella lungo le corsie del supermercato.

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