Brutto, sporco e cattivo

In una città del mio passato prossimo c’era un parchetto, che nessuno degli abitanti si filava: brutto e sporco.
Dopo qualche tempo divenne anche cattivo, perché avevano cominciato a bivaccarci – durante le domeniche di primavera – intere combriccole di stranieri, uomini, donne e bambini.
E tutti a dire: “ma guarda che fanno di quel parco!”.
Nessuno se n’era mai curato prima, nemmeno vedendolo brutto e sporco. Ora che si era fatto pure cattivo tutti ne rimpiansero il mancato godimento passato.

Da allora ‘cattivo’ divenne per me sinonimo di ‘vita’.

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5 risposte a Brutto, sporco e cattivo

  1. afinebinario ha detto:

    A volte un nuovo aggettivo fa prendere cognizione di cose che erano lì, sotto i nostri occhi, da sempre. E chiaramente c’impone di sentenziare 😉
    Peccato senza nessun ragionevole lume. 😦 solo l’aria si fa più densa!
    Il parchetto adesso “vive”… grazie ai cattivi pensieri.

  2. bakanek0 ha detto:

    Filosofia della parola. Sempre un piacere, qui da te 🙂

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