Facendo a pezzi un’amica lontana

Come avesse potuto resistere ad un’immagine,
circostanza dello sconcerto.

Come il sangue, a larghe gocce, pulisse
il viaggio nel labirinto.

Come, ritto sopra a febbri che ancor fanno male.
Senza battere più ciglio.

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13 risposte a Facendo a pezzi un’amica lontana

  1. natàlia castaldi ha detto:

    avesse potuto non voltarsi, forse.
    Il cappio oltre il collo, l’argano, l’imbuto
    forse
    la mano, l’impostura, la sua voce
    tutto era qualcosa di più forte del potere
    era tempo
    – tu sai del tempo? – lei disse
    -ti hanno chiesto mai “quando”? – rispose
    chiudendole gli occhi finché non fossero passati mille secoli di glorie
    veloci rapide come accumuli di polvere
    ore vissute di latte e fiotti e coaguli, perduti sui ginocchi.
    Non ci sono preghiere che conosco – tra sé disse
    l’argomento crea sconcerto:
    sarà forse il caso
    ad averti perduto?

  2. natàlia castaldi ha detto:

    domani “ti” inchiodo – lei scrisse.

  3. stileminimo ha detto:

    …non so se mi piace più il post o i commenti; tutto quanto, direi.

  4. bakanek0 ha detto:

    …e io quoto stileminimo…

  5. allorizzonte ha detto:

    Se si fa a pezzi, prima o poi i pezzi si “vendicano”.

  6. infranotturna ha detto:

    il ricordo scompone e ricostruisce. Soprattutto inganna. Come la poesia
    Baci

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