La lettera

La certezza che vi sia qualcosa, che non lasci soli uno specchio d’acqua o un brano di cielo.
Un barlume di salvezza, simile allo sguardo dell’animale quando ci si strappa i capelli, o come la scritta su di un muro che recita: la lettera.

E ne abbiamo di francobolli da leccare, sperando in una risposta.

Il tonfo delle buste, nella cassetta della posta, lascia scivolare le disperazioni lungo lo specchio dell’anima.

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6 risposte a La lettera

  1. unadiuno13 ha detto:

    Belli i tempi in cui si usavano lettere, con un peso, un profumo, un tempo magico di attese. Abbiamo perso il gusto di aspettare, di aprire, di osservare cosa le parole scritte nascondano, con la loro grafia.
    Sulla certezza: non ne ho, nessuna. Se c’è qualcosa, questa tace e non agisce in nessun modo che si possa percepire. Ergo, non esiste. Il cielo? Vuoto. Lo specchio, non solo d’acqua, è l’essenza del tempo, che tutto cambia e svanirà.
    Pessimismo cosmico?

  2. alegbr ha detto:

    ecco, mi viene in mente quello che ritengo il più bel racconto di Tabucchi e che mi ossessionò per anni: Any where out of the world.
    La certezza che c’è sempre un vuoto pronto ad ascoltarci. E che questo sia un paradosso, ma anche no, solo una forma bastarda di amore disincarnato.

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