Passaggio

“Quel bastardo… bastardo… che bastardo…”
Parole pronunciate come un mantra di fronte al figlio di cinque anni che gli aveva appena raccontato, con l’ingenuità e la spensieratezza tipiche dell’infanzia, il gesto di un compagno di piscina probabilmente non nuovo a spinte, dispetti e pericolose abitudini. Il padre, mentre gli asciugava i capelli sotto al phon dello spogliatoio, sembrava avere a che fare soprattutto con se stesso, con spinte della propria infanzia, rabbie mai sopite e che velonosamente spurgavano di fronte a un bimbo che, nonostante il fatto, era ancora allegro e spensierato.

Quella sequela di ‘bastardo’ me la sono portata dietro a lungo, in questi giorni, come altre cose avvenute e accatastate per un falò che non brucia, che non appare destinato a bruciare. La rabbia, la frustrazione, l’incatenarsi volontario a logiche e potenze che non ci appartengono sembrano la catasta di legna bagnata in questo tempo senza salvezza.

“Ora che il Cristo è stato bendato, posso cominciare a picchiarlo” (ciclo di Towneley, sequenza del Cristo deriso). Certo, accecare è il passo più facile per distrarre la realtà, illudendosi che essa non veda. Guardare in faccia il male che ci corrode è affare di coraggio, affare di pochi, vicenda da raccontare a quel bambino che è ancora in tutti noi.

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14 risposte a Passaggio

  1. natàlia castaldi ha detto:

    una bella riflessione.

  2. natàlia castaldi ha detto:

    Ohps… dimenticavo: tanti cari auguri.

  3. mitedora ha detto:

    Nel coraggio c’è di mezzo la profondità del cuore, l’ardire, l’ardere, il saper resistere. Bellissimo il tuo post. Un saluto. Dora

  4. intesomale ha detto:

    @poetella (non vedo il link “replica”): ma va là, non ci vuole nessun coraggio a essere poeti… i poeti autoproclamati popolano la rete con una tale persistenza e invadenza che ormai dare a qualcuno del poeta non è nemmeno più un complimento.

  5. parolesenzasuono ha detto:

    nell’adulto non c’è solo il male sùbito e mal digerito, c’è anche la proiezione sul piccolo di una speranza di rivincita, di “almeno tu”—-

    poveri figli: quali pesanti aspettative devono portare sulle spalle ancora giovani—

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